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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

E meco c'era Memnone, che un urlo dal ciel mandava ai piedi tuoi veloci. Tu li credevi di laggiù le voci forse della palustre oca o del chiurlo.

Perché t'amava anch'esso, il tuo fratello crepuscolare, che poi te protervo seduto sopra il boccheggiante cervo, circondava de' suoi strilli d'uccello.

Or egli è pietra, e ben che nera pietra, il figlio dell'Aurora ha le sue pene, ché quando io sorgo, e piango, ei dalle vene rivibra un pianto come suon di cetra...

forse sospesa a un ramo, quale io credo d'udire ancora, qui tra i pini e i cedri, che al primo sbuffo de' miei due polledri vibrò chiamando il suo perduto aedo.

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