E meco c'era Memnone, che un urlo
dal ciel mandava ai piedi tuoi veloci.
Tu li credevi di laggiù le voci
forse della palustre oca o del chiurlo.
Perché t'amava anch'esso, il tuo fratello
crepuscolare, che poi te protervo
seduto sopra il boccheggiante cervo,
circondava de' suoi strilli d'uccello.
Or egli è pietra, e ben che nera pietra,
il figlio dell'Aurora ha le sue pene,
ché quando io sorgo, e piango, ei dalle vene
rivibra un pianto come suon di cetra...
forse sospesa a un ramo, quale io credo
d'udire ancora, qui tra i pini e i cedri,
che al primo sbuffo de' miei due polledri
vibrò chiamando il suo perduto aedo.