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1855–1912

III

Giovanni Pascoli

Dormivano. Sì: anche la sorella piccina. Era composta, era coperta. Suor Virginia tornò nella sua cella. Tornò lasciando la finestra aperta

a quel lontano canto, a quel lontano bau bau di cane ch'era sempre all'erta; aperta a quello scalpicciar pian piano d'uomini o foglie, a quel trillar d'un grillo,

che poi taceva sotto un piede umano... Dormivano. Il lor cuore era tranquillo La suora si svestì, così leggiera, ch'udì per terra il picchio d'uno spillo.

S'addormentava. - Tum tum tum... - Che era? E Suor Virginia si levò seduta sul letto, mormorando una preghiera. Ella ascoltò: la piccola battuta

venìa di là. Si mise anche una volta lo scapolare. Entrò. Riguardò muta. No. L'una e l'altra si tenea raccolta al dolce sonno. Non avean bisogno

di lei. La bimba s'era, sì, rivolta sul cuore; all'altra; a ragionarci in sogno.

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