Rigo le prese le due mani. "O Rosa,
ti voglio bene. Io t'amo e mi vergogno
di dirlo a te, di dirlo a te... mia sposa!
Non ho coraggio, Rosa, ed ho bisogno
che tu m'incuori. Il cuore trema: senti?
E non m'attento di parlar, che in sogno.
Anche tu sembra allora che ti attenti.
Se mostro un po' di chiuder gli occhi e taccio,
tu entri in casa senza aprir battenti.
Tu vai, tu vieni... Oh! io non ti discaccio!"
Ecco e d'un braccio cinse a lei la vita,
ed essa gli si abbandonò sul braccio.
"Tu sei l'anima mia, sei la mia vita.
Battere, il cuore, senza il tuo, non osa
più. Respiriamo con la bocca unita!
Apriti, alfine, o mio bocciòl di rosa!"