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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

To'... quel vitello - al cui grande occhio appari immensa, con un lento albero in mano, quando con una vetta tu lo pari - guarda stupito, nuovo, al monte, al piano:

tutto una selva, il monte; la costiera sembra un velluto tenero di grano. Egli che non sapea la primavera, la dura coda svincola, saluta

il mondo bello. Prima, esso non c'era: ci si ritrova: fiuta l'aria, fiuta la terra: all'aria sobbalzando avventa le brevi corna della fronte bruta;

e con le zampe irrequiete tenta la terra. Il cielo è tutto pieno d'oro, Nelly, ed il suolo è tutto pien di menta. Vuole empir della sua gioia il sonoro

spazio, il vitello, e trae dalle profonde fauci un muglio arrotato, agro, di toro. Una giovenca lontana risponde.

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