"L'orbaco..." ripeté Dore, voltando
all'uscio aperto il suo nasetto rosso:
"devo aiutarlo: l'ho promesso, a Nando".
"A che fare? io lo so, mamma, e lo posso
dir io" fece Rosina: "hanno gli archetti
per pigliar qualche cincia e pettirosso!
Povere cincie! poveri uccelletti!
non hanno ove posare le zampine
nude! coperti i campi, alberi, tetti!
Non hanno che beccar, queste mattine:
né un pippolo né un becio: ecco, e costoro
tendono... Oh! babbo è troppo buono, infine!"
Parlava, ed attendeva al suo lavoro,
stacciando su la conca alta la lieve
cenere. E Dore le porgea l'alloro
di su l'uscio, tra un gran bianco di neve.