E il bel fanciullo nella lieta ascesa
passò, col fresco flauto tra le dita,
presso macèe che furono una chiesa.
Pur v'è qualcosa della scorsa vita,
poiché vi canta all'apparir del nuovo
giorno ed al vespro il passero eremita.
Vi canta ai biacchi, che lì hanno il covo,
ai grilli, alle lucertole che destre
vengono a guizzi di tra il cardo e il rovo.
Dore intonò col sufolo silvestre
la sua fanfara del ritorno; e il suono
sparse per tutto un vago odor cilestre:
per tutto un casto odore, un odor buono,
dov'era già il sagrato, dove pare
fosse la croce, dove, ignoti, sono
sepolti i morti sotto il morto altare.