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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

E il bel fanciullo nella lieta ascesa passò, col fresco flauto tra le dita, presso macèe che furono una chiesa. Pur v'è qualcosa della scorsa vita,

poiché vi canta all'apparir del nuovo giorno ed al vespro il passero eremita. Vi canta ai biacchi, che lì hanno il covo, ai grilli, alle lucertole che destre

vengono a guizzi di tra il cardo e il rovo. Dore intonò col sufolo silvestre la sua fanfara del ritorno; e il suono sparse per tutto un vago odor cilestre:

per tutto un casto odore, un odor buono, dov'era già il sagrato, dove pare fosse la croce, dove, ignoti, sono sepolti i morti sotto il morto altare.

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