Skip to content
1855–1912

II

Giovanni Pascoli

dormivano, composte, accomodate, le due bambine. Aperta la finestra era a una gran serenità d'estate. L'avea lasciata aperta la maestra

per via del caldo. Un alito di vento recava odor d'acacia e di ginestra. Ma che frufrù nell'orto del convento! Passava, ora d'un gufo, ora d'un gatto,

un sordo sgnaulìo subito spento. Un grillo ora trillava, ora d'un tratto taceva: come? Come se lì presso fosse venuto chi sa chi, d'appiatto.

Un fischiettare, un camminar represso, un raspare, un frugare, uno sfrascare improvviso su su per il cipresso... Brillavan qua e là lucciole rare,

come spiando. Un ululo ogni tanto veniva da un lontano casolare. L'urlo d'un cane alla catena, e il canto più lontano d'un rauco vagabondo,

nell'alta notte, era la gioia e il pianto che al monastero pervenìa, dal mondo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
II · Giovanni Pascoli · Poetry Cove