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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

E prima il fabbro fabbricò la vanga dalle due ali, l'arma che le zolle tagli e le franga: ed anche te ti franga; ma poi t'acconcia, per il ben che volle

a te, che tu volesti a lei, fratello lavoratore, un letto molle molle... Bollì ferro ed acciaio, indi il massello fatto bianco afferrò con le tanaglie;

e lo domò col maglio e col martello. Nasceva l'arma, tra un raggiar di scaglie rosse e turchine. L'acqua, il vento, il fuoco faceano l'arma delle tue battaglie.

Saldo faggio lo stile sia. Tra poco la vangatura ti comincia. È giunta la rondinella ed è fiorito il croco. A tutto ferro! E il ferro poi ripunta,

e tira su la bricia che rimane. La vanga ha d'oro, come sai, la punta. Oh! il campo pare un altro, ora. Stamane spioviscolava, e riè bello già.

La zolla già lièvita come il pane, al solicello, e screpola e si sfa.

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