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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Fiumane che passai! voi la foresta immota nella chiara acqua portate, portate il cupo mormorìo, che resta. Montagne che varcai! dopo varcate,

sì grande spazio di su voi non pare, che maggior prima non lo invidiate. Azzurri, come il cielo, come il mare, o monti! o fiumi! era miglior pensiero

ristare, non guardare oltre, sognare: il sogno è l'infinita ombra del Vero.

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