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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

E il dubbio entrò nel cuore tristo e pio. "Che sei tu, Terra, perché in te si sveli tutto il mistero, e vi s'incarni Dio? O Terra, l'uno tu non sei, che i Cieli

sian l'altro! Non, del tuo Signor, sei l'orto con astri a fiori, e lunghi sguardi a steli! Noi ti sappiamo. Non sei, Terra, il porto del mare in cui gli eterni astri si cullano...

un astro sei, senza più luce, morto: foglia secca d'un gruppo cui trastulla il vento eterno in mezzo all'infinito: scheggia, grano, favilla, atomo, nulla!"

Così pensava: al sommo del suo dito giungeva allora da una stella il raggio che da più di mille anni era partito. E vide una fiammella in un villaggio

lontano, a quelle di lassù confusa: udì lontano un dolce suon selvaggio. Laggiù da una capanna semichiusa veniva il suono per la notte pura,

il dolce suono d'una cornamusa. E risonava tutta la pianura d'uno scalpiccio verso la capanna: forse pastori dalla lor pastura.

E il frate al suono dell'agreste canna ripensò quelle tante pecorelle che il pastor buono non di lor s'affanna: tra i fuochi accesi stanno in pace, quelle,

sicure là su la montagna bruna; e il pastor buono al lume delle stelle quaggiù ne cerca intanto una, sol una...

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