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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Alzò le braccia col cavagno e il fuso, al cielo azzurro, e mormorò: "Madonna del Carmine!" La recchia levò il muso. "Siete d'età," l'uomo riprese: "eh nonna?

Ma voi siete altra tiglia! A voi fa prode l'aria di monte e l'acqua di Corsonna". Ma la vecchina non sentì la lode. Smerlucciò tra i castagni, quasi intorno

fosse, a qualch'ombra, l'angiolo custode. Ell'era nata lo stesso anno e giorno! E da vent'anni le diceva il cuore che farebbero insieme anche il ritorno.

"O dunque c'è la diceria, che muore?" "Più troppo!" Dunque non vedrebbe il rosso delle fragole e il nero delle more! "Addio 'n salute!" "Addio". L'uno pel fosso,

e l'altra prese per uno sgaruglio. Avea le gambe flosce, il fiato grosso. Tornava a casa. O Vergine di luglio! o bianca nuviletta del Carmelo!

La recchia dietro lei qualche cespuglio brucava, e poi stradava con un belo.

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