Alzò le braccia col cavagno e il fuso,
al cielo azzurro, e mormorò: "Madonna
del Carmine!" La recchia levò il muso.
"Siete d'età," l'uomo riprese: "eh nonna?
Ma voi siete altra tiglia! A voi fa prode
l'aria di monte e l'acqua di Corsonna".
Ma la vecchina non sentì la lode.
Smerlucciò tra i castagni, quasi intorno
fosse, a qualch'ombra, l'angiolo custode.
Ell'era nata lo stesso anno e giorno!
E da vent'anni le diceva il cuore
che farebbero insieme anche il ritorno.
"O dunque c'è la diceria, che muore?"
"Più troppo!" Dunque non vedrebbe il rosso
delle fragole e il nero delle more!
"Addio 'n salute!" "Addio". L'uno pel fosso,
e l'altra prese per uno sgaruglio.
Avea le gambe flosce, il fiato grosso.
Tornava a casa. O Vergine di luglio!
o bianca nuviletta del Carmelo!
La recchia dietro lei qualche cespuglio
brucava, e poi stradava con un belo.