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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Nel mio giardino, là nel canto oscuro dove ora il pettirosso tintinnìa, col gelsomino rampicante al muro, c'è la gaggìa;

e or che ottobre dentro la vermiglia foresta il marzo rende morto al suolo, e sembra marzo, come rassomiglia bacca a bocciuolo,

alba a tramonto; nelle tenui trine l'una si stringe, al roseo vespro, quando l'altro i suoi fiori, candide stelline, apre, alitando;

ed al sospiro dell'avemaria, quando nel bosco dalle cime nude il dì s'esala, il cuore in una pia ombra si chiude;

e l'anima in quell'ombra di ricordi apre corolle che imbocciar non vide; e l'ombra di fior d'angelo e di fior di spina sorride.

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