E l'altro andava là dond'esce il giorno,
solo, e più nulla si vedeva intorno.
Egli vedeva le sue mani sole;
e il maledetto andava incontro al sole.
La notte disse: Non assai tu vedi?
La nera terra gli fuggiva i piedi.
Non si volgeva, perché là tra nubi
splendeano in fiamma spade di cherubi.
Non si volgeva, perché il sangue... Oh! esso
prima gridava, ora piangea sommesso.
Giunto era il grido fin a Dio soltanto:
alla sua madre giungerebbe il pianto.
E mentre andava, udì, presso, un vagito
come d'infanti, piccolo e infinito.
Eran gli agnelli che sul vespro era uso
Abel dal prato ricondurre al chiuso.
Sostò Caino, e le sue mani folli
s'abbandonarono... E le sentì molli,
le sentì calde... Le lambiva il cane
corso alle voci tremule e lontane;
il cane ch'ora precedea fedele
Caino al piano ed ora al monte Abele.
E il primo pianto udì Caino: il primo:
pianto di tutto il cielo ch'è nel limo:
Caino udì la madre piangere... Heva
su tutti due, su tutti due, piangeva!