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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

E l'altro andava là dond'esce il giorno, solo, e più nulla si vedeva intorno. Egli vedeva le sue mani sole; e il maledetto andava incontro al sole.

La notte disse: Non assai tu vedi? La nera terra gli fuggiva i piedi. Non si volgeva, perché là tra nubi splendeano in fiamma spade di cherubi.

Non si volgeva, perché il sangue... Oh! esso prima gridava, ora piangea sommesso. Giunto era il grido fin a Dio soltanto: alla sua madre giungerebbe il pianto.

E mentre andava, udì, presso, un vagito come d'infanti, piccolo e infinito. Eran gli agnelli che sul vespro era uso Abel dal prato ricondurre al chiuso.

Sostò Caino, e le sue mani folli s'abbandonarono... E le sentì molli, le sentì calde... Le lambiva il cane corso alle voci tremule e lontane;

il cane ch'ora precedea fedele Caino al piano ed ora al monte Abele. E il primo pianto udì Caino: il primo: pianto di tutto il cielo ch'è nel limo:

Caino udì la madre piangere... Heva su tutti due, su tutti due, piangeva!

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