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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Sedeva sopra un masso di granito ciclopico. Pensava. Il suo pensiero come il mare infinito era infinito. Lontani, i falchi sopra il capo austero

roteavano. Stava la Gorgona, come nave che aspetti il suo nocchiero. E la Capraia uscìa d'una corona di nebbia, appena. Or Egli dritto stante,

imperiale sopra la persona, tese le mani al pelago sonante, sì che un'ondata che suggea le rosse pomici, all'ombra dileguò di Dante.

Ed ecco, dove il cenno suo percosse, la Gorgona crollò, vacillò; poi salpava l'eternale àncora, e mosse. E la Capraia scricchiolò da' suoi

scogli divelta, e tra un sottil vapore veniva. O due rupestri isole, voi solcavate le bianche acque sonore, la prua volgendo dove non indarno

voleva il dito del trionfatore: alla foce invisibile dell'Arno.

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