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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Sul liscio faggio danzi corra voli, Maria, lo staccio! Siamo soli al mondo: facciamo il pane che si fa da soli! Voli lo staccio e treppichi giocondo,

vaporando il suo bianco alito fino, che si depone sul tuo capo biondo. O lieve staccio, io t'amo. Il tuo destino somiglia al mio: tener la crusca; il fiore,

spargerlo puro per il tuo cammino. E fai codesto con un tuo rumore lieto, in cadenza: semplice, ma bello per l'orecchio del pio lavoratore.

Ma triste, sotto mezzodì, per quello del viandante, che rasenta i triti limitari del lungo paesello: ch'ode un danzar segreto, ode tra i diti

di donna sola, in ogni casa, andare te, casalingo cembalo, che inviti lo sciame errante al tacito alveare.

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