Per qua per qua, gracchian le torbide acque
del pantano velato di ninfea,
per qua passò la faretrata dea
e nuda al nudo Endimion soggiacque.
E sì, le siepi zirlano, le piacque
questo silenzio in mezzo alla vallea
che ancor vi resta, e molto le sa rea
la dipartita. Né la selva tacque;
ché dal sen delle vaste ombre segrete
che vibrano d'un sibilo di riso,
il cuculo il lungo ululo ripete.
Eppur lassù nel cielo, ove indiviso
e' par con le montagne azzurre e chete,
la dea riguarda con un pio sorriso.