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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Per qua per qua, gracchian le torbide acque del pantano velato di ninfea, per qua passò la faretrata dea e nuda al nudo Endimion soggiacque.

E sì, le siepi zirlano, le piacque questo silenzio in mezzo alla vallea che ancor vi resta, e molto le sa rea la dipartita. Né la selva tacque;

ché dal sen delle vaste ombre segrete che vibrano d'un sibilo di riso, il cuculo il lungo ululo ripete. Eppur lassù nel cielo, ove indiviso

e' par con le montagne azzurre e chete, la dea riguarda con un pio sorriso.

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