Viene col vento un canto di preghiera
e di tristezza, e vanno via le foglie
con lui, stridendo in mezzo alla bufera:
"Noi di noi siamo le fugaci spoglie:
la nostra vita è sempre là dov'era.
Il vento in vano all'albero ci toglie:
là rinverzicheremo a primavera".
Col vento via le vane foglie vanno;
gemono, mentre intorno si fa sera.
"Non torneremo al rifiorir dell'anno:
noi ce n'andiamo avvolte nell'oblìo.
Non fu la vita che un fugace inganno.
L'albero è morto. Addio per sempre! Addio!"
È morto il giorno, ed anche muor la sera,
ed anche muore il canto tristo e pio.
E il cielo splende su la terra nera.