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1855–1912

II

Giovanni Pascoli

Or una fata l'ode. Ecco, sia fatto! La gran reggia doventa una gran macchia a colonne di pino e d'albogatto. Nera tra i lecci vola una cornacchia.

È l'aio. Vola su brentoli e mortelle, libero, il recacchino, il redimacchia. E il curvo collo svincolano snelle quelle pulledre scalpitando, ed ecco

ch'elle frullano azzurre cinciarelle. Tengono l'osso ancora (od uno stecco?) le cinciallegre, piccoli mastini, sotto le zampe, e picchiano col becco.

Dunque, dagli albigatti esse e da' pini fanno la guardia, e il re ne' suoi sambuchi, tra molta signoria di fiorrancini, regna, e si svaga con la caccia ai bruchi.

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