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1855–1912

IDA

Giovanni Pascoli

Vengo a te da lontano ermo paese, ti vengo nel tuo giorno a salutare; ti vengo a dir che non ci son difese di monti e piani, di fiumi e di mare,

per il mio cuor, pel cuore di tuo fratello, o mio soave amore! Nel mio lungo ed aereo cammino io vidi campi azzurri e stelle d'oro.

Quando passavo come un pellegrino io sentiva cantare angioli in coro. Dammi, dissi a una stella, un po' d'or per la mia dolce sorella!

E gli angioletti dissero: infelice, le stelle vanno e non posson badare! Se stessero a sentir ciò che si dice non mai le stelle arriveriano al mare.

O pover'uom, se vuoi qualcosa, parla. Ci pensiamo noi. Angioli, io dissi, andate allora al monte dov'ella aspetta buona e rassegnata:

piovete gigli sopra la sua fronte e rose sulla sua chioma dorata: fate ch'ella si senta sotto codeste vostre ali contenta.

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