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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Grande, lungo le molte acque, al sussurro del fiume eterno, sopra i sette monti, bianca di marmo in mezzo al cielo azzurro, Roma dormiva. Agli archi quadrifronti

lattea la luna; e il Tevere sonoro fiorìa di spuma percotendo ai ponti. Alto fulgeva col suo tetto d'oro il Capitolio: ma la notte mesta

adombrava la Via Sacra del Foro. Nell'ombra un lume: il fuoco era di Vesta, che tralucea. Nel tempio le Vestali dormian ravvolte nella lor pretesta.

Era la notte dopo i Saturnali. Nelle celle de' templi, sui lor troni, taceano i numi, soli ed immortali. Intorno alla Dea Madre i suoi leoni

giacean nel sonno. Gli ebbri Coribanti dormian con nell'orecchio ululi e tuoni. Rosso di sangue uno giaceva avanti la Dea. Dischiuso il tempio era di Giano.

Esso attendeva, coi serrami infranti, l'aquile che predavano lontano.

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