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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

"Oh! nonna! il Papa" uno gridò "sta male!" un seggiolaio che da Montebono salìa lungo Corsonna: "è sul giornale". Andava all'Alpe, dove più non sono

che greggi erranti, e dove non si sente, fuor che di foglie al vento, altro frastuono; o il solitario scroscio del torrente dopo un'acquata, o il conversar tranquillo,

presso le bianche nuvole, di gente, che non si vede, intorno cui lo squillo de' campanacci va per le pratina odorate di menta e di serpillo.

La vecchietta filava. A lei vicina una sua pecorella da guadagno strappava ciuffi d'erba pannocchina. Essa filava all'ombra d'un castagno

centenario, e parlava alla sua recchia. Infilato nel braccio era il cavagno. E tra ch'ell'era dura un po' d'orecchia, e che il cielo echeggiava di cicale,

aspre dal sole, a mezzodì; la vecchia "Chi?" disse. "Il Papa". "Il Papa, che?" "Sta male".

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