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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Siedono. L'una guarda l'altra. L'una esile e bionda, semplice di vesti e di sguardi; ma l'altra, esile e bruna, l'altra... I due occhi semplici e modesti

fissano gli altri due ch'ardono. "E mai non ci tornasti?" "Mai!" "Non le vedesti più?" "Non più, cara." "Io sì: ci ritornai; e le rividi le mie bianche suore,

e li rivissi i dolci anni che sai; quei piccoli anni così dolci al cuore..." L'altra sorrise. "E di': non lo ricordi quell'orto chiuso? i rovi con le more?

i ginepri tra cui zirlano i tordi? i bussi amari? quel segreto canto misterioso, con quel fiore, fior di...?" "morte: sì, cara". "Ed era vero? Tanto

io ci credeva che non mai, Rachele, sarei passata al triste fiore accanto. Ché si diceva: il fiore ha come un miele che inebria l'aria; un suo vapor che bagna

l'anima d'un oblìo dolce e crudele. Oh! quel convento in mezzo alla montagna cerulea!" Maria parla: una mano posa su quella della sua compagna;

e l'una e l'altra guardano lontano.

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