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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Cercava sempre, ed era ormai vegliardo. Cercava ancora, al raggio della vaga lampada, in terra, la caduta dramma. L'avrebbe forse ora così sorpreso

con quella fioca lampada pendente, e gliel'avrebbe con un freddo soffio spenta, la Morte. E presso a morte egli era! e Dio gli disse: "Io già non venni a pace

mettere in terra; pace no, ma spada. Venni a separar l'uomo da suo padre, figli da madre, suocera da nuora. I suoi di casa l'uomo avrà nemici".

E Dio soggiunse: "Non cercare adunque ciò che le genti cercano; ma il regno cerca di Dio, cerca la sua giustizia! Né pensare al dimani: esso, ci pensi.

Ad ogni giorno basta la sua pena". E Dio gridò: "Chi ama padre o madre su me, non è degno di me. Chi ama, più di me, figlio o figlia, non è degno

di me. E chi non prende la sua croce e segue me, non è degno di me". Ed e' vestì la veste rossa e i crudi calzari mise, e la natal sua casa

lasciò, lasciò la saggia moglie e i figli, e per la steppa il vecchio ossuto e grande sparì. Tra i peli delle ciglia gli occhi ardeano cupi nelle cave occhiaie,

e gli sferzava intorno al viso il vento la bianca barba. Tra le betulle irte andava, curvo sul bordone, ed aspra scrosciava sotto il grave piè la neve.

E mentre andava, a lui più forte il cuore un dì batté; spicciava dalla fronte ghiaccia il sudore ed anelava il petto. Ond'ei sostò nella nevata steppa

in un crocicchio, in mezzo a grandi selve. E chiuse gli occhi sotto i fili d'erba delle sue ciglia. Ma li aprì stupito...

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