Skip to content
1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Uomini, se in voi guardo, il mio spavento cresce nel cuore. Io senza voce e moto voi vedo immersi nell'eterno vento; voi vedo, fermi i brevi piedi al loto,

ai sassi, all'erbe dell'aerea terra, abbandonarvi e pender giù nel vuoto. Oh! voi non siete il bosco, che s'afferra con le radici, e non si getta in aria

se d'altrettanto non va su, sotterra! Oh! voi non siete il mare, cui contraria regge una forza, un soffio che s'effonde, laggiù, dal cielo, e che giammai non varia.

Eternamente il mar selvaggio l'onde protende al cupo; e un alito incessante piano al suo rauco rantolar risponde. Ma voi... Chi ferma a voi quassù le piante?

Vero è che andate, gli occhi e il cuore stretti a questa informe oscurità volante; che fisso il mento a gli anelanti petti, andate, ingombri dell'oblio che nega,

penduli, o voi che vi credete eretti! Ma quando il capo e l'occhio vi si piega giù per l'abisso in cui lontan lontano in fondo in fondo è il luccichìo di Vega...?

Allora io, sempre, io l'una e l'altra mano getto a una rupe, a un albero, a uno stelo, a un filo d'erba, per l'orror del vano! a un nulla, qui, per non cadere in cielo!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
I · Giovanni Pascoli · Poetry Cove