Ero all'Ardenza, sopra la rotonda
dei bagni, e so che lunga ora guardai
un correre, nell'acqua, onda su onda,
di lampi d'oro. E alcuno parlò: "Sai?"
(era il Mare, in un suo grave anelare)
"io vado sempre e non avanzo mai".
E io: "Vecchione," (ma l'eterno Mare
succhiò lo scoglio e scivolò via, forse
piangendo) "e l'uomo avanza, sì; ti pare?"
E l'occhio, vago qua e là mi corse
alla Meloria... Di che mai ragiona,
le notti, il tardo guidator dell'Orse
oziando su l'acqua che risuona
lugubre e frangesi alla rea scogliera?...
E vidi te, cerulea Gorgona;
e più lontana, come tra leggiera
nebbia, accennante verso te, rividi
l'altra. Io vedeva la Capraia, ch'era
come una nube, e lineavo i lidi
della Maremma, e imaginai sonante
un castello di soli aerei stridi,
in un deserto; e poi te vidi, o Dante.