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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Ero all'Ardenza, sopra la rotonda dei bagni, e so che lunga ora guardai un correre, nell'acqua, onda su onda, di lampi d'oro. E alcuno parlò: "Sai?"

(era il Mare, in un suo grave anelare) "io vado sempre e non avanzo mai". E io: "Vecchione," (ma l'eterno Mare succhiò lo scoglio e scivolò via, forse

piangendo) "e l'uomo avanza, sì; ti pare?" E l'occhio, vago qua e là mi corse alla Meloria... Di che mai ragiona, le notti, il tardo guidator dell'Orse

oziando su l'acqua che risuona lugubre e frangesi alla rea scogliera?... E vidi te, cerulea Gorgona; e più lontana, come tra leggiera

nebbia, accennante verso te, rividi l'altra. Io vedeva la Capraia, ch'era come una nube, e lineavo i lidi della Maremma, e imaginai sonante

un castello di soli aerei stridi, in un deserto; e poi te vidi, o Dante.

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