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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Tum tum... tum tum... - Ell'era stata in chiesa a pregar sola, a dir la sua corona sotto la sola lampadina accesa. Avea chiesto perdono a chi perdona

tutto, di nulla; simile ad ancella ch'ha gli occhi in mano della sua padrona; a una che su l'uscio di sorella ricca, socchiuso, prega piano, a volo;

ch'altri non oda. Era tornata in cella. E ora avanti il Cristo morto solo, avanti l'agonia di Santa Rita, si toglieva il suo velo, il suo soggólo.

Il cingolo a tre nodi dalla vita poi si scioglieva; un giallo teschio d'osso girò tre volte nelle ceree dita. Tum tum... - Chi picchia? Si rimise in dosso

lo scapolare. Forse alla parete dell'altra stanza. L'uscio non s'è mosso. Forse qualche educanda. Una ch'ha sete, ch'ha male... Aprì soavemente l'uscio.

Entrò. Niente. I capelli nella rete, le braccia in croce, gli occhi nel lor guscio...

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