Giù pei cieli diafani e tranquilli
discende il mago radiante in volto:
un vecchio rospo a un larice suffolto
gli gorgheggia: ben venga il signor Brilli.
Ed e' muggire alla campagna i grilli
ode e nitrir le rane dentro il folto
canneto: un bacherozzo, uom savio e colto,
accorre al braccio di donna Amarilli:
e i rosignoli vanno per le strade
con certi borzacchini di pantano
grattando il violin nelle contrade...
Era tutto, da presso e da lontano,
uno zillare sotto le rugiade
nell'infinita chiarità del piano.
Il mago, della mano
fatto un soave cenno a' rosignoli,
fe' un passo e: Grazie, disse, a quei figliuoli.