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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

I re, le genti degli Achei vestiti di bronzo, tutti, sì, dormian domati dal molle sonno, e i lor cavalli sciolti dal giogo, avvinti con le briglie ai carri,

pascean, soffiando, il bianco orzo e la spelta. Dormivano i custodi anche de' fuochi, abbandonato il capo sugli scudi lustri, rotondi, presso i fuochi accesi,

al cui guizzare balenava il rame dell'armi, come nuvolaglia a notte, prima d'un nembo. Domator di tutto teneva il sonno i Panachei chiomanti,

mirabilmente, nella notte ch'era l'ultima notte del Pelide Achille; e in cuore ognuno lo sapea, nel cielo e nella terra, e tutti ora sbuffando

dalle narici il rauco sonno, in sogno lo vedean fare un grande arco cadendo, e sollevare un vortice di fumo; ma in sogno senza altro fragor cadeva,

simile ad ombra; e senza suono, a un tratto, i cavalli e gli eroi misero un ringhio acuto, i carri scosser via gli aurighi, mentre laggiù, sotto Ilio, alta e feroce

la bronzea voce si frangea, d'Achille.

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