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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Tu, poeta, nel torbido universo t'affisi, tu per noi lo cogli e chiudi in lucida parola e dolce verso; sì ch'opera è di te ciò che l'uom sente

tra l'ombre vane, tra gli spettri nudi. Or qual n'hai grazia tu presso la gente? Due fuchi udii ronzare sotto un moro. Fanno queste api quel lor miele (il primo

diceva) e niente più: beate loro! E l'altro: E poi fa afa: troppo timo!

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