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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Il capoccio avea detto: "Odimi, moglie. Senti le rare tremule tirate che fanno i grilli? Cadono le foglie; e tristi i grilli piangono l'estate.

L'altra notte non chiusi occhio, tanto era quel gridìo! - Seminate! Seminate! - credei sentire. Poi, sentii ier sera passar su casa un lungo rombo d'ale:

l'anatre vanno per la notte nera. C'è sopra il verno. Il primo temporale cova nell'aria. Sai che, per il grano, presto è talora, tardi è sempre male.

Domani voglio il mio marrello in mano; ché chi con l'acqua semina, raccoglie poi col paniere; e cuoce fare in vano più che non fare. Incalciniamo, o moglie".

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