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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Stette sul botro, stette su lo scoglio, dritto, sonando il flauto di corteccia: l'acqua rispose con un suo gorgoglio. Intese la diana boschereccia

il vecchio bosco, e la vitalba volle togliersi i bianchi bioccoli alla treccia. E passò l'acqua e risalì sul colle: per tutti i poggi il sufolo selvaggio

schiudeva i bocci, apriva le corolle. Pioppi ed ontani pendere, al passaggio, facean dai rami ciondoli e nappine; chiedea l'avorno, s'era giunto maggio.

Mettea, chi fiori non potea, le spine; mettea le gemme l'albero più brullo: piovea la quercia, vergognando alfine, le vecchie foglie a' piedi del fanciullo.

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