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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

A Caprona, una sera di febbraio, gente veniva, ed era già per l'erta, veniva su da Cincinnati, Ohio. La strada, con quel tempo, era deserta.

Pioveva, prima adagio, ora a dirotto, tamburellando su l'ombrella aperta. La Ghita e Beppe di Taddeo lì sotto erano, sotto la cerata ombrella

del padre: una ragazza, un giovinotto. E c'era anche una bimba malatella, in collo a Beppe, e di su la sua spalla mesceva giù le bionde lunghe anella.

Figlia d'un altro figlio, era una talla del ceppo vecchio nata là: Maria: d'ott'anni: aveva il peso d'una galla. Ai ritornanti per la lunga via,

già vicini all'antico focolare, la lor chiesa sonò l'Avemaria. Erano stanchi! avean passato il mare! Appena appena tra la pioggia e il vento

l'udiron essi or sì or no sonare. Maria cullata dall'andar su lento sembrava quasi abbandonarsi al sonno, sotto l'ombrella. Fradicio e contento

veniva piano dietro tutti il nonno.

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