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1855–1912

I

Giovanni Pascoli

Siepe del mio campetto, utile e pia, che al campo sei come l'anello al dito, che dice mia la donna che fu mia (ch'io pur ti sono florido marito,

o bruna terra ubbidiente, che ami chi ti piagò col vomero brunito...); siepe che il passo chiudi co' tuoi rami irsuti al ladro dormi-'l-dì; ma dài

ricetto ai nidi e pascolo a gli sciami; siepe che rinforzai, che ripiantai, quando crebbe famiglia, a mano a mano, più lieto sempre e non più ricco mai;

d'albaspina, marruche e melograno, tra cui la madreselva odorerà io per te vivo libero e sovrano, verde muraglia della mia città.

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