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1855–1912

FIOR D'ACANTO

Giovanni Pascoli

Fiore di carta rigida, dentato i petali di fini aghi, che snello sorgi dal cespo, come un serpe alato da un capitello;

fiore che ringhi dai diritti scapi con bocche tue di piccoli ippogrifi; fior del Poeta! industria te d'api schifa, e tu schifi.

L'ape te sdegna, piccola e regale; ma spesso io vidi l'ape legnaiola celare il corpo che riluce, quale nera viola,

dentro il tuo duro calice, e rapirti non so che buono, che da te pur viene come le viti di tra i sassi e i mirti di tra l'arene.

Lo sa la figlia del pastor, che vuoto un legno fende e lieta pasce quanto miele le giova: il tuo nettare ignoto, fiore d'acanto.

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