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1855–1912

Capitolo VIII

Giovanni Pascoli

Partiva, rialzando ora il cappuccio: ché con l'ignuda Povertà tranquilla Paulo avea pace dopo il breve cruccio. Lasciava Paulo, al suono d'una squilla

lontana, quando quel tremolìo d'ale d'uccello vide nella sua pupilla. Ne lagrimò, ché ben sapea che male non era in quel desìo povero e vano,

ch'unico aveva il fratel suo mortale. Venìa quel suono fievole e lontano di squilla, lì dai monti, da un convento che Paulo vi avea messo di sua mano.

Veniva il suono or sì or no col vento, dai monti azzurri, per le valli cave; e cullava il paese sonnolento. Santo Francesco sussurrò: "Di' Ave

Maria"; poi senza ripiegar gli steli movea sull'erba, e pur dicea soave: "Sei come uccello ch'uomini crudeli hanno accecato, o dolce frate uccello!

E cerchi il sole, e ne son pieni i cieli, e cerchi un chicco, e pieno è l'alberello".

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