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1855–1912

Capitolo VII

Giovanni Pascoli

Così dicendo egli aggrandìa pian piano, e gli fu presso, e con un gesto pio gli pose al petto sopra il cuor la mano. Non vi sentì se non un tremolìo,

d'ale d'uccello. Onde riprese il Santo: "O frate Paulo, poverel di Dio! È poco a te quel che desii, ma tanto per l'uccellino che tu vuoi prigione

perché gioia a te faccia del suo pianto! E' bramerebbe sempre il suo Mugnone o il suo Galluzzo, in cui vivea mendico dando per ogni bruco una canzone.

O frate Paulo, in verità ti dico che meglio al bosco un vermicciòl gli aggrada che in gabbia un alberello di panico. Lasciali andare per la loro strada

cantando laudi, il bel mese di maggio, odorati di sole e di rugiada! A' miei frati minori il mio retaggio lascia! la dolce vita solitaria,

i monti, la celluzza sur un faggio, il chiostro con la gran cupola d'aria!"

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