Due, la fanciulla e il giovane che amava,
ecco non più si videro. Interrotte
n'erano l'orme a un tondo orlo di lava.
Vicino al Lago, essi, dei Sogni, in grotte
azzurre, orlate d'ellera e vilucchio,
vivean felici. V'era anche la notte,
presso quel Lago! Era lor letto un mucchio
d'alghe e di felci; e li addormiva il vago
sogno dell'acque e il fievole risucchio.
Presso il Lago dei Sogni, c'era il Lago
dei Morti; e niuno ardìa venirci. Alfine
erano soli. Il loro cuor fu pago.
E i morti? Ebbene, anime pellegrine
anch'esse, anch'esse giunte là dal lido
terrestre, buone e tacite vicine...
non s'udiva che un loro esile strido
di notte, come già sotto le gronde
a notte buia il pigolìo d'un nido:
lo strido, ch'uno chiama uno risponde,
allor che spunta dalle cime, ed erra
nel cielo azzurro, e tremola sull'onde
azzurre, come un grande astro, la Terra.