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1855–1912

CANTO SECONDO

Giovanni Pascoli

Scórsero i giorni, anche le notti; e il vento soffiò più forte, e si levò la luna più tardi, e il fuoco morto e il lume spento s'era più presto: un'altra notte, e una

pallida nebbia errò su padri e figli non sazi. Ma la madre era digiuna. Destò la luna i languidi sbadigli degli altri: a lei si rifletté su gli occhi

umidi e lustri sotto i curvi cigli. Si scaldavano un poco ora i marmocchi a lei. L'ultimo, in terra, il capo ciondo- loni via via le urtava ai due ginocchi.

Ella parlò: "Se fosse qui quel biondo grande... Ma egli prese la bisaccia vuota; e chi sa, dov'ora è mai, del mondo? Io gli avrei detto: Non è lei che ghiaccia

i fossi e i fiumi? Non è lei che imbeve del suo biancore i lunghi teli e l'accia? Non fa la brina e il gelo essa? Ci deve far così freddo! tra le stelle sole,

liscie, lustranti! Quel biancore è neve..." "No, mamma," disse la fanciulla: "è il Sole!"

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CANTO SECONDO · Giovanni Pascoli · Poetry Cove