Rise. M'avea riconosciuta: ero io:
la mamma, ahimè!... Prima, diceva al seno,
con gli occhi e con le due manine, È mio!
Dopo, ero sua, tutta, né più né meno.
E, se vagiva e se piangeva, al suono
della mia voce si facea sereno.
Com'era savio! Come savio e buono!
A volte, quando era a dormir di giorno,
entravo, udito un grido, un tonfo, un tuono...
S'è desto? Nulla. Qualche mosca intorno
ai vetri... Alzavo il velo della culla.
Sul guancialino coi belli orli a giorno,
ridea tra sé, guardando in alto, a nulla.