Skip to content
1855–1912

CANTO SECONDO

Giovanni Pascoli

Non vuol venire. È tristo, che fa pena. Oh! come è tristo! In vero è così poco che ride un poco! Ci ha imparato appena! - Ricordo un giorno lo sfasciavo, al fuoco,

e lo guardavo. Ei tese il dito a un occhio. Lo vide lustro, gli pareva un gioco, chi sa? vedeva un altro bel rabocchio lì dentro. E io me lo tenea lontano,

lo patullavo in alto d'in ginocchio, gli prendea la manina nella mano, e la scoteva, gli facea le rise; ed ecco, anch'egli si provò pian piano,

fece bel bello le fossette, e rise.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CANTO SECONDO · Giovanni Pascoli · Poetry Cove