Ed il lor sogno anche vanì dai cuori.
E si sparsero intorno, come i cani
dopo una morte: vagolano fuori,
fiutano cento miglia oggi, domani
piangono all'uscio. Quella madre a Dio
tendeva, sola, dentro sé, le mani.
Ma c'era, ahimè! tanto piagnucolìo
di madri, al mondo! che potean soltanto
dire, d'un po' di carne viva: È mio!
Il cielo alfine si velò, poi franto
giù si versò. L'acqua s'udia cadere
col suono ora d'un canto, ora d'un pianto.
Non c'erano nel mondo albe né sere.
C'era un silenzio fatto di frastuono
nei giorni oscuri, nelle notti nere.
Ed ecco che rimbombò lungo un tuono
allegro, apparve in fondo al cielo un fioco
raggio di sole, un suo sorriso buono.
E su la terra non restò per poco
che un luminoso sgocciolìo sonoro;
e poi, tra i cirri e i cumoli di fuoco,
un filo, un'unghia, era una falce d'oro!