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1855–1912

CANTO QUARTO

Giovanni Pascoli

E malcontenti erravano già tutti lassù, notturni, nell'odor del sole che apriva i fiori e maturava i frutti. E questi invece si mettea per gole

nere di monti, e quegli ambiva rade, nei grandi mari, inesplorate e sole. E quegli, andando per anguste strade, vedeva un altro, di rincontro, al varco.

Si vedeano con truci occhi di spade... E questi cauto s'allestìa lo sbarco tra giunchi e biodi, quando, ecco un burchiello venir, piccolo e nero, sotto un arco

d'iride... Ognuno fuggì via dal bello e scese tra le nebbie, alla Palude. Ma vi trovava l'ombra del fratello. E da per tutto s'incontrava, rude,

in quella donna con la sua sommessa voce, con quelle creature ignude. In poco tempo il lor dolore messa avea la sua radice anche su lì;

e quella Terra era già vecchia anch'essa: soffriva ognuno ciò che già soffrì.

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