"Una vendemmia fa, così, piacere! Nemmeno un chicco marcio nella pigna". "E tutte pigne, salde fisse nere". "Uva d'alberi, e pare uva di vigna".
"Ma qui ci son d'agosto le cicale da levar gli occhi! qui la vite alligna!" "Porta il bigoncio". "È pieno". -Avessi l'ale!
Avessi l'ale d'una rondinella! Il nido lo farei nel tuo guanciale. - "Guarda: la vespa vuole la più bella". "L'ape fa il miele, eppur le basta un fiore,
fior di trifoglio, fior di lupinella". "Ha fatto buono all'uva lo stridore di tutta estate". "Ciò che fa per l'una, non fa per l'altro". "Ora, contava l'ore".
"Qua le canestre, donne". - O bella bruna! Quando nascesti, in cielo una campana sonava sola, al lume della luna. -
"Questa la stenderete sull'altana: è troppo bella per andar nel tino". "Ma anche quello è come vin di grana!" "Non ci fu pioggie, non ci fu lo strino".
"Portate bere. Molto all'uva aggrada sentirsi in viso l'alito del vino". "Pigia il bigoncio un po'". - " Sono in istrada,
E che mi dài, che mi conviene andare?" "Un bacio in bocca, perché tu non vada". - "La paradisa ha pigne lunghe e chiare, e tutti d'oro sono i chicchi, e hanno
il sole dentro, il sole che traspare". "Rigo, di tutte queste qui, si fanno cipelle, acché, tu con la moglie accanto, ne mangi all'alba, il primo dì dell'anno.
L'uva vuol dire il buono, il bello, il tanto. E porta bene, o Rigo". - Ho contro, io sento, fin le finestre, e quando passo e canto,
si chiudono da loro senza vento. -
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