Mancava ormai la legna e l'acquavite.
Non venne il sonno e ritornò la fame.
Disse un brodiag ai contadini: "Udite?"
Si lisciava la gran barba di rame
senza parlare, e si togliea tra il pelo
le foglie secche e qualche fil di strame.
Quelli aprivano gli occhi color cielo,
zuppi di sogno. "Il vento!" disse: "il vento
del nord! Quest'anno tarderà lo sgelo!"
E l'isba scricchiolò con un lamento
lungo ad un urto. Alzò le spalle un vecchio
senza levare dalle palme il mento.
Gli altri alla romba porsero l'orecchio.
"Hai pane, tu," ghignò il brodiag "tu, fieno!
legna nel canto! latte anche nel secchio!"
"Che farci?" disse il vecchio. "Olio, non meno!..."
Il lume un po' guizzò palpitò sfrisse,
si spense. Il vecchio disse: "Olio, nemmeno".
Che farci! Serrò gli occhi. Altro non disse.
Ecco e s'empiva l'abituro d'una
pallida nebbia. Ché via via men fisse
vanian le stelle all'alba della luna.