non era Andrée. Centauro alla cui corsa
la nube è fango e il vano vento è suolo,
volava Andrée, di là della Grande Orsa.
E l'alche prima videro il suo volo;
poi più nessuno; sì che al fin non c'era
che il suo gran cuore che battea sul polo.
Però ch'ei giunse al lembo della sera,
e su l'immoto culmine polare
stette, come su rupe aquila nera.
Ardea la stella pendula del mare,
lampada eterna, sopra la sua testa,
e pareva nell'alta ombra oscillare.
Vide in suo cuore fissi egli, da questa
onda e da quella d'ogni mar selvaggio,
di tra la calma, di tra la tempesta,
oh! mille e mille e mille occhi, nel raggio
che ardeva a lui sul capo; ed in un punto,
a quelli occhi che vide in un miraggio
subito, immenso, annunziò: Son giunto!