Brevichiomate sorelle,
api operaie, già sparve
l'ombra del verno, e già fanno
l'api il lor miele per quelle
ch'oggi son torpide larve,
oggi, ma che voleranno
domani.
L'ultima neve si scioglie,
cadono l'ultime pioggie,
l'ultimo tuono si perde
lungi; e la quercia le foglie
vecchie abbandona, le roggie
foglie, sul tenero verde
dei grani.
E dalla terra fiorita
batte nel cielo un tumulto,
come un grand'urlo di vita
dopo un supremo singulto.
Vive ciò ch'era già morto.
Voci di su la sua tomba
squillano cantano rombano...
Egli è risorto.