Le stelle impallidirono. Non v'era
altro che te nel cupo cielo esangue
che tu sferzavi con la tua criniera.
Tu tra i pianeti e i Soli, eri com'angue
che uccide e passa. A questa nera Terra
dicevi il tristo ribollir del sangue,
l'ombre vaganti, i gridi da sotterra,
tutti gli affanni, tutte le sventure,
tutti i delitti: incendi, stragi, guerra.
All'uomo, dietro le montagne oscure
e gl'irti rocchi, tu mostravi un luogo:
la sua città. Razzavi come scure
e fumigavi lenta come un rogo.