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1855–1912

ALLA COMETA DI HALLEY

Giovanni Pascoli

Le stelle impallidirono. Non v'era altro che te nel cupo cielo esangue che tu sferzavi con la tua criniera. Tu tra i pianeti e i Soli, eri com'angue

che uccide e passa. A questa nera Terra dicevi il tristo ribollir del sangue, l'ombre vaganti, i gridi da sotterra, tutti gli affanni, tutte le sventure,

tutti i delitti: incendi, stragi, guerra. All'uomo, dietro le montagne oscure e gl'irti rocchi, tu mostravi un luogo: la sua città. Razzavi come scure

e fumigavi lenta come un rogo.

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