O tu, stella randagia, astro disperso,
che forse cerchi, nel tuo folle andare,
la porta onde fuggir dall'universo!
Le stelle, quando la tua face appare,
impallidiscono; ansa nei pianeti
l'intimo fuoco, alto s'impenna il mare.
Escono le sibille dai segreti
antri d'Uràno. In riva dei canali
di Marte, in pianto, passano i profeti.
Pieno di pianto è il cielo de' mortali
figli del Sole; e sangue rosso piove
nella penombra, a man a man che sali,
degli astri attorno al semispento Giove.