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1855–1912

AL DUCA DEGLI ABRUZZI E AI SUOI COMPAGNI

Giovanni Pascoli

Salvi! L'antica bandiera eccola, o reduci, al vento! V'è la gramaglia... oh! non v'era là nel vostro attendamento:

essa non copre e scolora quel vessillo che piantaste e che là solo, alla deriva, forse ora già trema sul Polo...

Giovane duca, tu pensi. Pensa alle tue visioni! Pensa ai tuoi pelaghi immensi, dove alzasti i padiglioni.

Morte e silenzio. Soltanto si levava da un'incudine, sonoro, ritmico ed ilare, il canto del sacro Lavoro.

C'era il Lavoro con voi: c'era, o pilota d'eroi, anche la fame, l'insonne fame, il freddo e la tempesta.

Vieni! C'è fuoco romano qui tra le rotte colonne. Scalda l'offesa tua mano all'eterna ara di Vesta!

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