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1855–1912

AL DUCA DEGLI ABRUZZI E AI SUOI COMPAGNI

Giovanni Pascoli

Voci di là della vita turbano il sonno latino. L'anima sorge stupita dalla pietra del cammino!

Sembra che il campo contuso sia da magli smisurati e regolari... È il calpestìo de' triari tuoi, Mario, tuoi, Druso.

Strepito d'oltre la morte rompe la notte latina, come un precipite e forte martellare d'officina.

Forse è colui che non dorme mai, l'eterno Michelangelo che scava qualche Crepuscolo enorme da un blocco di lava.

Voi, pionieri, nell'atrio bianco degli uomini, il patrio Genio voi certo l'udiste, tra il silenzio universale,

lungi dai giorni e dall'ore, solo, né lieto né triste, affaticarsi al chiarore d'un'aurora boreale.

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